giovedì 2 aprile 2015

Giovanni Paolo II, "l'atleta di Dio"



Il 2 aprile 2005 il "Papa dei giovani" si spense all'età di 84 anni. Nel 2014 è stato proclamato Santo da Papa Francesco"Se sbaglio mi corriggerete". Era cominciata così, con queste parole, l'avventura al soglio pontificio di Karol Wojtyla, passato alla storia come Papa Giovanni Paolo II. Una dichiarazione innocente, umile per scusarsi del suo italiano non proprio perfetto. Era il 16 ottobre 1978, e nei successivi 27 anni sarebbe rimasto l'idolo caritatevole di milioni di credenti. Fino al 2 aprile 2005 quando, dopo anni di malattia, il "Papa dei giovani" si spense all'età di 84 anni.

Una vita per i giovani, la pace, lo sport - Ma al di là delle statistiche, la grande forza di Papa Wojtyla fu la sua vicinanza ai giovani, agli indifesi, ai sofferenti, ai malati. Nel 1985 ha inaugurato la Giornata Mondiale della Gioventù, divenuta da allora in avanti un appuntamento fisso e imperdibile per i "Papa Boys", i suoi fan prediletti che per 19 edizioni hanno riempito le piazze della città scelta dal loro idolo. Durante tutto il suo pontificato Karol si è impegnato a promuovere il dialogo con le altre religioni. Nel marzo del 2000 si recò in Terra Santa, e davanti al Muro del pianto rinnovò il "mea culpa" nei confronti degli ebrei. Nello stesso anno, in occasione del Giubileo del 2000, chiede perdono per tutti i peccati della Chiesa, anche per quelli verso le altre confessioni cristiane. Celebri i suoi appelli per la pace e la denuncia del terrorismo, nel tentativo di scongiurare la guerra in Iraq dopo l'attentato alle Torri Gemelle. Fu soprannominato "l'atleta di Dio" per la sua grande passione per lo sport e la montagna.

In mezzo a tutto questo l'attentato subito il 13 maggio 1981 da parte del killer turco Alì Agca. Tre colpi di pistola all'addome, che però non lo uccisero. Due anni dopo, nel Natale del 1983, papa Wojtyla volle recarsi in prigione per incontrare il suo attentatore e concedergli il suo perdono. Un gesto incredibile, che per milioni di fedeli rimase un inarrivabile esempio di misericordia e amore verso il prossimo.

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